Leggo da techcrunch, una notizia di una quindicina di giorni fa, in cui si avalla l’ipotesi per cui Motorola possa cedere la sua divisione dei cellulari. Una dismissione totale, simile a quanto è stato effettuato da IBM con la sua divisione pc, ceduta all’azienda cinese Lenovo.
Motorola, al pari di IBM è impiegata in diversi settori legati all’alta tecnologia, ma si differisce da quest’ultima poichè il suo marchio è noto al grande pubblico, solo per i cellulari.
La cessione totale della divisione dei cellulari, vuol dire dar via la visibilità di un marchio, che per una multinazionale vuol dire tutto. E’ come se la FIAT dismettese la produzione delle automobili per focalizzarsi negli altri suoi settori di produzione (es. ferrovie, satelliti). Il marketing avrebbe sicuramente un bel da fare per ricostruire un’immagine.
Strategie del genere segnano un’epoca, l’evoluzione ultima ed estrema dell’outsourcing, da questo punto in poi, possiamo incominciare a parlare d’altro.
Siamo passati da aziende multinazionali monolitiche in cui la triade progettazione/produzione/commercializzazione era una conoscenza tacita dell’impresa stessa, ad aziende che si sono focalizzate, a monte o a valle, esternalizzando il resto.
Si pensi ad esempio alla Nike, nota azienda di scarpe, che del proprio prodotto si occupa solo dell’immagine, ovvero del marketing, il resto è dato in appalto ad aziende esterne.
Adesso si incomincia a parlare di aziende di cellulari che non vendono più cellulari, il che fa pensare, cosa potrebbero diventare.
Ad esempio l’Olivetti quando ha smesso di produrre/commercializzare computer buttandosi nella telefonia (omitel), ha finito per fallire come marchio, come produttore di computer e come telefonia.
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