In materia di diritto d’autore, la paternità è un diritto inalienabile, al contrario del diritto dello sfruttamento commerciale dell’opera, che ha una durata ben definita.
Attualmente un compositore di musica, ovvero un autore che scrive i pezzi, gode di un diritto d’autore fino alla sua morte, più una estensione di ulteriori 70 anni, un interprete di musica, come Mina, ad esempio, della sua arte deve accontentarsi di solo 50 anni dal momento stesso della performance.
Ecco, a Charlie McCreevy, l’attuale commissario interno in seno all’Unione Europea, questo limite non piace, adduce cause per cui, chi aveva 20 anni negli anni 50 e faceva l’interprete musicale, oggi si ritrova a 70 anni senza godere di questa rendita.
La conclusione è una estensione di questo limite a 95 anni. Fonte Punto informatico.