Posted by: verdecchia | 15 Febbraio 2008

Motorola ci ripensa

A quanto pare sarebbe così, almeno stando alle dichiarazioni dell’amministratore delegato Greg Brown:  “Motorola rimane focalizzata sul business dei cellulari, non voglio che su questo ci sia una qualsiasi confusione”. Fonte Punto Informatico.

Evidentemente il marchio ha ancora un certo valore, ma quale? La divisione dei cellulari non brilla in fatto di prestazioni come gli altri investimenti fatti dalla casa statunitense (che sono, tra l’altro, considerati molto promettenti in prospettiva futura).

Che la divisione dei cellulari, prodotto che la rende nota al grande pubblico, ma debole nei profitti,  possa venire considerato interamente come una grande, immensa spesa di marketing, piuttosto che un investimento?

Posted by: verdecchia | 15 Febbraio 2008

M’illumino di meno

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Segnalo l’iniziativa M’illumino di meno promossa dalla trasmissione Caterpillar di radio 2 rai (non esistono solo Baldini e Fiorello!).

L’invito, rivolto a tutti, è quello di spegnere le luci e tutti i dispositivi elettrici non indispensabili il 15 febbraio 2008, ovvero oggi, dalle ore 18.

Sul sito internet del programma www.caterueb.rai.it, sarà inoltre possibile segnalare la propria adesione alla campagna, precisando quali iniziative concrete si metteranno in atto nel corso della giornata, in modo che le idee più interessanti e innovative servano da esempio e possano essere riprodotte dagli altri aderenti. Il pils, farà qualcosa? Lo scopriremo, forse, stasera. :-)

Posted by: verdecchia | 14 Febbraio 2008

Motorola, i cellulari e l’evoluzione dell’outsourcing

Leggo da techcrunch, una notizia di una quindicina di giorni fa, in cui si avalla l’ipotesi per cui Motorola possa cedere la sua divisione dei cellulari. Una dismissione totale, simile a quanto è stato effettuato da IBM con la sua divisione pc, ceduta all’azienda cinese Lenovo.

Motorola, al pari di IBM è impiegata in diversi settori legati all’alta tecnologia, ma si differisce da quest’ultima poichè il suo marchio è noto al grande pubblico, solo per i cellulari.

La cessione totale della divisione dei cellulari, vuol dire dar via la visibilità di un marchio, che per una multinazionale vuol dire tutto. E’ come se la FIAT dismettese la produzione delle automobili per focalizzarsi negli altri suoi settori di produzione (es. ferrovie, satelliti). Il marketing avrebbe sicuramente un bel da fare per ricostruire un’immagine.

Strategie del genere segnano un’epoca, l’evoluzione ultima ed estrema dell’outsourcing, da questo punto in poi, possiamo incominciare a parlare d’altro.

Siamo passati da aziende multinazionali monolitiche in cui la triade progettazione/produzione/commercializzazione era una conoscenza tacita dell’impresa stessa, ad aziende che si sono focalizzate, a monte o a valle, esternalizzando il resto.

Si pensi ad esempio alla Nike, nota azienda di scarpe, che del proprio prodotto si occupa solo dell’immagine, ovvero del marketing, il resto è dato in appalto ad aziende esterne.

Adesso si incomincia a parlare di aziende di cellulari che non vendono più cellulari, il che fa pensare, cosa potrebbero diventare.

Ad esempio l’Olivetti quando ha smesso di produrre/commercializzare computer buttandosi nella telefonia (omitel), ha finito per fallire come marchio, come produttore di computer e come telefonia.

Posted by: verdecchia | 14 Febbraio 2008

Innotek comprata da Sun

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Dopo Mysql AB, Sun Microsystem ha acquistato anche l’azienda tedesca Innotek, nota per sviluppare il programma di virtualizzazione VirtualBox.

Nato originariamente come software proprietario, VirtualBox è stato successivamente rilasciato anche come software libero secondo i canoni della licenza gpl, in questo modo l’Innotek si è distinta nei confronti delle aziende rivali, open source e non, per aver applicato la stessa strategia di Mysql AB.

La strategia ha consentito agli stessi sviluppatori di migliorare enormemente la qualità del programma ed allo stesso tempo di acquisire una certa reputazione, almeno nell’ambito open source, rispetto a progetti e tecnologie di virtualizzazione ben più consolidate come xen, vmware, kvm.Lo posso sostenere perchè ho installato virtualbox fin dalla sua prima versione libera. E’ divertente installare un altro sistema operativo in una finestra e vederla funzionare in modo così fluido.

Sun ha anche annunciato che VirtualBox entrerà a far parte delle proprie soluzioni di virtualizzazione, note come OpenxVM, soluzioni che fino a poco tempo fa mi erano sconosciute. Indubbiamente, oltre al valore tecnico e di marketing (la visibilità di virtualbox), la Sun compra un’altra azienda con la stessa strategia commerciale, sarà un caso?

Posted by: verdecchia | 12 Febbraio 2008

Io ne ho viste di cose…

che voi umani non potreste immaginarvi.[1] Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione… e modi di effettuare il riciclaggio, italiani al 100% funzionare.

http://www.centroriciclo.com/

Posted by: verdecchia | 12 Febbraio 2008

Sviluppo informatico sostenibile

Segnalo l’esistenza di questo blog, tenuto dall’italianissimo Stefano Cierie con l’intento di condividere, con la formula della doppia lingua italiano/inglese, informazioni esaurienti per la progettazione di un pc realmente sostenibile e per capire come l’idustria informatica possa partecipare alla sostenibilità dello sviluppo. Non è un’impresa facile, ma nemmeno impossibile. Buona lettura.

Posted by: verdecchia | 12 Febbraio 2008

La città ideale

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La città ideale secondo greenpeace inghilterra.  E’ un’animazione con l’intento di illustrare quali e quante tecnologie rinnovabili possono venire usate come fonte alternativa. Ovviamente è tutto in lingua inglese.

Come fa notare mattions, tutte queste tecnologie sono disponibili oggi e la domanda lecita è, ma perchè non le usiamo? . Via mattions

Posted by: verdecchia | 11 Febbraio 2008

Canzoni a manovella

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No, non stiamo parlando di un album di Vinicio Capossela, piuttosto di una invenzione che ha del geniale: un lettore mp3 che si ricarica girando una manovella, niente energia elettrica.

Un minuto di carica manuale lo fa funzionare per 40 minuti e ha un’autonomia massima di venti ore. L’Eco Media Player, in vendita a breve, è un oggetto sorprendente, per diversi motivi. In primis, perchè un’invenzione del genere è stata pensata e realizzata da un singolo inventore, per uno spaccato del mondo, quello europeo/occidentale in cui i lettori mp3 sono diventati, da oggetto di culto, ad oggetti d’uso quotidiano, soprattutto tra i più giovani.

Il signor Trevor Baylis, a quanto pare non è nuovo ad invenzioni del genere, suo a quanto pare è anche la radio a manovella, nato come progetto filantropico per rispondere alle esigenze dell’Africa. Ma poi, ad essere onesti, perchè dovrebbero servire solo per l’Africa? In Europa, no?
Fonte della notizia, la stampa

Posted by: verdecchia | 10 Febbraio 2008

Wikivideo

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WikiVideo è una enciclopedia video collaborativa basata sul web 2.0 con la possibilità di condividere e diffondere la conoscenza.

Il sito consente a qualsiasi utente, previa registrazione, di inserire video realizzati con il proprio cellulare/webcam/fotocamera, di creare un proprio videocorso online, e di inserire  risorse esterne come video Youtube o audio/video podcast. Si trova di tutto, dal corso per creare con la carta,  ai corsi di informatica e di programmazione.

Il progetto sembra essere tutto italiano e assolutamente slegato dalla wikimedia, anche se la grafica, in effetti è molto assomigliante.

Posted by: verdecchia | 10 Febbraio 2008

Eticambio

 

Può la rete venire usata per degli scambi di natura differente da quella commerciale? E poi, perchè dovremmo sentire una esigenza di questa natura? Eticambio, progetto sviluppato dalla GiOC (gioventù operaia cristiana) si è posto il problema ed ha proposto un sito ove potere effettuare tali scambi. Sarebbe interessante inserire alcuni dei computer recuperati dal pils, forse, a qualcuno potrebbero essere utili.

Dal loro sito:

Eticambio è un’idea nata dalla un’associazione interamente composta da giovani. In seguito alla ricerca-azione nazionale “Tutto il resto. Giovani e consumo” siamo giunti ad una riflessione: il possesso di beni ha molteplici significati, perché ridefinisce la nostra identità, ci colloca socialmente, risponde a bisogni di utilità ed efficienza.

Per queste ragioni le nostre case sono piene di oggetti che, nella maggior parte dei casi, sono sotto-utilizzati o totalmente dimenticati. Obiettivo di questo sito, allora, è mettere a disposizione questi beni che non servono, per ridare loro nuova vita, grazie al desiderio di qualcun altro di averli, attraverso un rapporto di reciprocità.

È possibile mettere a disposizione di qualcuno un oggetto che non si vuole più, con la possibilità di avere il bene di qualcun altro, in un circolo virtuoso di riuso. Gli scambi non avvengono tra due sole persone, ma chi si iscrive può richiedere il bene di chiunque, mentre qualunque altro iscritto può richiedere il proprio bene.

Il criterio infatti non è quello del baratto né del valore economico degli oggetti, ma semplicemente del desiderio o meno di avere un oggetto. Per questo possiamo definire questo scambio”etico”.

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