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La risposta è semplice, si chiama Heroes Happens Here, ed è un progetto finanziato da una collaborazione tra Microsoft e Seagate. Il fumetto è disponibile on line sotto forma di una immagine jpg, e ricorda, anche nella sua forma digitale, le famose strisce presenti sui giornali (forse il più noto in italia è linus). La lettura può essere effettuata tramite navigatori web (es. firefox, internet explorer), lettori rss, o addirittura un prodotto proprietario microsoft, il silverlight (quest’ultimo sembrerebbe offrire molte più funzionalità).

Non a caso il titolo Heroes Happens Here è stato già usato dal marketing di Microsoft per introdurre le nuove versioni di alcuni suoi prodotti.

Inserito da: verdecchia | 9 Febbraio 2008

Microsoft e l’opa su Yahoo!

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Microsoft vuole comprare Yahoo!, attualmente sembra non si parlo d’altro e sempre, nella maggior parte dei casi in termini economici, e facendo riferimento a come, con tale strategia la Microsoft voglia colmare il proprio gap rispetto a Google.

Si, indubbiamente tutto ciò è vero, soprattutto perchè ormai è chiaro, che sia Google che Microsoft sono molto di più di un motore di ricerca e di un’azienda che produce sistemi operativi. Purtroppo, nel settore dell’informatica, o si diventa “molto altro”, rispetto al proprio core business, oppure si rischia o di soccombere o di essere in qualche modo assoggettati da altri. Basta dare un’occhiata alla lista di acquisizioni della Microsoft o di Google, per rendersene conto (ma anche AOL/Time Warner, etc.)

L’aspetto più interessante di questa vicenda economica è l’aspetto tecnico e culturale di Yahoo!, essendo una azienda che deve il proprio successo, ad una infrastruttura tecnologica per lo più proprietaria, ma sviluppata adoperando il software libero ed open source. Anche quando si è trattato di acquistare aziende di terze parti (es. Zoho, Zimbra, del.icio.us ed il più noto flickr, ma tanti altri) per la diversificazione del proprio prodotto principale, l’azienda ha sempre puntato sull’open source.

Microsoft non è nemmeno nuova ad acquisire aziende che basano il proprio business sull’open source. Si pensi al noto sito internet hotmail, il primo servizio gratuito su internet di webmail originariamente basato sul sistema operativo open source, freebsd. Microsoft è stata più interessata ad acquisire il nome ed il parco clienti di hotmail, per integrarli nella propria offerta di prodotti di servizi e nella propria infrastruttura tecnologica proprietaria (attualmente hotmail è un servizio di un’offerta più ampia che va sotto il nome msn).

Questa volta la questione è diversa, Microsoft potrebbe essere intenzionata a Yahoo, non tanto come motore di ricerca, o ai suoi prodotti diversificati (di fatto la Microsoft ha all’attivo dei prodotti/servizi analoghi su tutti i fronti), l’acquisizione non è tecnologica, gli oggetti bramati, piuttosto, sono il parco clienti (fondamentale per contrastare l’avversario Google) ma ancor di più potrebbe essere la conoscenza del management (il know how) nell’aver sviluppato una strategia commerciale basata sul software libero ed open source (ricordano qualcosa le acquisizioni di Mysql AB e di Trolltech da parte di Sun e di Nokia?, qui il post sul blog).

Il software proprietario, come strategia per uno sviluppo economico continuo e assolutamente privo di rallentamenti, infinito, basato sulla legge di Moore e sul princio di Nathan, sembrerebbe essere ormai ad un traguardo. E’ l’effetto che hanno i monopoli, nel momento in cui cessa l’esistenza della concorrenza, il futuro del software proprietario, pertanto, potrebbe risiedere altrove, ad esempio nella sua ridefinizione, per la determinazione di un rapporto sinergetico con il software libero.

In prospettiva il laboratorio Yahoo! potrebbe essere importante per la creazione di un nuovo modello che ridefinisca, cosa è proprietario nel proprio core business dei sistemi operativi.

Come, questi esperimenti possano avere luogo, prendere forma e sostanza, penso, che nemmeno la Microsoft stessa ne sia pienamente cosciente, che in materia di open source ha già in cantiere svariate manovre e tentativi tecnici (es. port25, licenze open source, progetti su sourceforge), indipendenti da Yahoo!.

Ma non è da escludere che nella definizione della natura di questo nuovo rapporto sinergetico, a perderci possa essere proprio il software libero venendo cannibalizzato o strumentalizzato su altri fronti, come ad esempio sui formati per lo scambio dei documenti.

Ed è qui, l’aspetto più interessante, forse quello più pernicioso, usare il software libero per rendere proprietarie altre forme che sono libere (che magari, oggi, non ci accorgiamo nemmeno di avere!).

un po’ come è sucesso al software libero negli anni 80, prima non si parlava di software libero, ma solo di software, è il la nascita del software proprietario che di fatti ha dato nascita al software libero!).

In questo modo la comunità del software libero potrebbe subire un duro colpo; occupandosi di software libero, imbrigliarsi nel tecnicismo perdendo un importante contatto con i principi fondamentali è un pericolo da non sottovalutare e da tener sempre presente.

Inserito da: verdecchia | 8 Febbraio 2008

Twitter, ovvero come ti introduco il microblog via sms

Questo video minimalista, ma alquanto essenziale è stato prodotto dalla redazione del tg3, con l’intento di spiegare, in modo estremamente chiaro cosa è twitter. Buona visione, con una sola nota: le inservizioni in twitter, non avvengono solo via sms. :-)

Inserito da: verdecchia | 5 Febbraio 2008

Dobbiamo salvare i condor…

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Dobbiamo salvare i condor, non tanto perchè abbiamo bisogno dei condor, ma soprattutto perchè, per poterli salvare dobbiamo sviluppare quelle qualità umane di cui avremo bisogno per salvare noi stessi.

MacMillan

Inserito da: verdecchia | 5 Febbraio 2008

Autostop 2.0

adventuresofsnapeandmarcp11.jpgLa rivoluzione dell’automobile da mezzo di trasporto pensato per la famiglia a strumento di
una mobilità fisica individuale, ha portato con se, non solo i segni di un cambiamento sociale, ma anche, e soprattutto, qualche effetto collaterale, come l’aumento vertiginoso di emissione di anidride carbonica e l’espropriazione di spazi condivisi con altri (si pensi ai viaggi in treno). Qualcuno ci ha pensato su, e, tirando fuori la propria indole informatica, è venuta fuori questa idea, folle e coraggiosa l’Autostop 2.0. Buona lettura.

Inserito da: verdecchia | 4 Febbraio 2008

Innovation Beer

Che cosa è l’Innovation Beer? Semplicemente un incontro conviviale, (ci si incontra in genere in un pub/pizzeria/ristorante) per conoscere altre persone e condividere con loro, durante una serata allegra, scambi di idee, curiosità, sul software libero, il mondo GN/Linux e tanto, tanto altro. Come si dice sul wiki, l’Innovation beer, è un momento di libera discussione sull’innovazione in campo informatico.

Inserito da: verdecchia | 3 Febbraio 2008

Blog, internet, la televisione o uscire fuori?

Questa è una mia trascrizione ad un frammento di un podcast di Daniele Luttazzi, è un’intervista via telefono effettuata dai giornalista di repubblica.

Il link al podcast completo (che parla di molte altre cose che non c’entrano molto con questa discussione), è disponibile qui.

Spero che questa trascrizione, possa essere una scheggia per pensare, e ripensare, questo blog, il laboratorio presso la parrocchia S.S. annunziata, e più in generale tutto il movimento pro software libero a San Benedetto del Tronto. :-) (un pò troppo, vero?).

intervistatore: Lei ha deciso di chiudere il suo blog, perchè?

intervistato: Si. Perchè mi sono reso conto che la forma blog non è neutra, così come non è neutra la televisione, la televisione condiziona i contenuti e la ricezione, cosi’ la forma del blog. Il blog crea una massa con un leader, quando mi sono reso conto che era molto
lusinghiero, per uno che gestisce il blog che ha successo, bzzzz, mi sono reso conto che è una lusinga del potere, e siccome la satira è contro il potere, secondo me deve essere contro anche il potere della satira, come si uccide la satira dandole potere, quindi era necessario educare questa cosa, e chiudere il blog e penso di aver dato il buon esempio e mi piacerebbe che altri lo facessero.

intervistatore: e infatti mi viene modo di chiederle, ne ha avuto mai modo di parlarne
con altri suoi colleghi, mi viene da pensare a Beppe Grillo

intervistato: no, devo dire no, anche se interrogato, da un sito web dalla questione, Grillo ha detto, ma probabilmente il sito di Luttazzi non funziona…. eh! il mio funziona benissimo, è che una logica anche questa qui di potere, fondamentalmente, no? uno chiude non perchè non funziona, il mio funzionava benissimo come blog, è il primo podcast in italia, etc. non è quello il discorso, il discorso è che, è importante che la gente incominci ad uscire di casa, la televisione è un potente sedativo, internet ed il blog è un narcotico invincibile, siamo confinati nelle casette, e comunichiamo gli uni con gli altri, ma non incidiamo nel reale, è importante incidere e uscire secondo me.

Inserito da: verdecchia | 2 Febbraio 2008

Ubuntu-compiz, effetto aeroplanino (di carta)

Mille ed uno motivi per installare ubuntu e chiedersi a che cosa serva il software nella propria vita.

Inserito da: verdecchia | 30 Gennaio 2008

Multinazionali, incetta di aziende GPL?

In data 16 gennaio 2008 leggo, sul sole 24 ore, che l’azienda Mysql AB, nota per sviluppare l’omonimo database, è stata acquisita da parte della multinazionale Sun, costo e valore dell’operazione 1 miliardo di dollari.

Ieri, ho letto sul sito della reuters italia, che la Nokia ha ufficializzato un’offerta pubblica di acquisto, pari ad un valore di 153 milioni di dollari, per acquisire l’azienda Trolltech, sviluppatrice delle librerie QT/Qtopia. Le Qt sono un software importante per il mondo GNU/Linux, poichè è utilizzato da molti progetti, tra cui il noto gestore di finestre KDE.

Considerando che, l’attuale valore di mercato delle azioni della Trolltech sono quotate a 10 corone, l’offerta di 16 corone per azioni, da parte di Nokia, è economicamente allettante.

MySql AB e Trolltech, pur sviluppando software tecnologicamente differenti, dal punto di vista imprenditoriale, hanno molto in comune, non solo perchè entrambe sviluppano software libero secondo i canoni sanciti dalla gpl, ma perchè entrambe basano il proprio core business su di un modello noto come a doppia licenza (ovvero dual license in inglese).

Cosa vuol dire doppia licenza? Che lo stesso software, oltre ad essere rilasciato e distribuito in modo libero, viene anche venduto come software proprietario: stesso codice, ma doppia licenza.

L’intento di mercato, più o meno dichiarato di questo modello, è quello di garantirsi entrambi i canali di vendita del software (libero e proprietario). Per esempio, se prendiamo in considerazione le Qt di Trolltech, entrambe sono usate sia dal progetto KDE (che è software libero), che da Adobe per lo sviluppo di Acrobat (che è notoriamente un software proprietario, anche nella sua versione gratuita). Tanto per capirci è come se delle QT fossero disponibili due versioni, una a pagamento, ed un altra libera.

Un modello di business che si basa sull’unione di due tipi di licenza che per antonomasia sono culturlamente in antitesi tra di loro, mi ha sempre incuriosito, anche perchè esiste già un modello che tenta di unire questi due mondi, che è la famiglia delle licenze BSD.

Nokia e Sun, non sono realtà avulse dal mondo open source, anzi. La prima ha all’attivo il progetto Maemo, una piattaforma di sviluppo pensata per dispositivi mobili di ultima generazione, basato su GNU/Linux e Gtk (per altro un progetto alternativo a KDE), la seconda ha una diversificazione di impegni nel settore molto variegata che spazia in tutto il campo dell’open source. Si va dai progetti appartenenti al software libero come OpenOffice (licenza lgpl) ed OpenJDK (licenza gpl), spaziando in diversi altri settori dell’open source, come il sistema operativo alternativo a Linux, l’OpenSolaris (licenza CDDL, sostanzialmente non compatibile con la gpl) ed addirittura dell’open hardware, come le specifiche tecniche dei microprocessori OpenSparc, ma anche finanziando in diversi modi, società no-profit come la FSF americana. Se a questo si aggiunge che la Sun è nata come soluzione commerciale e proprietaria dello Unix libero in licenza BSD, il giro si chiude sugli intrecci tra questa azienda ed il mondo del software libero.

Allora, perchè il motivo di questi due acquisti? Di sicuro non è tecnologico, per svariati motivi che si possono intuire da quanto detto fin ora.

Di sicuro non è di marketing a scopo promozionale, in questo caso le associazione filantropiche sono decisamente più appetibili.

Non possono venire addussi nemmeno motivi di sviluppo e di integrazione con le proprie tecnologie, o dei canali di vendita. Una delle caratteristiche del software libero, è la condivisone con gli altri del codice sorgente e, quindi, della possibilità tecnica per chiunque di modificarlo e migliorarlo, si pensi a quanto ha fatto google, non molto tempo fa, proprio al database mysql (qui la fonte ufficiale in inglese da Google e qui, l’articolo su ossblog). Certo, le modifiche effettuate da Google devono restare esse stesse libere, ma è qui che entra in gioco la licenza duale del software, secondo il canale del software proprietario, il codice prodotto da Mysql AB o da Trolltech può essere acquistato come codice proprietario (con esclusione del codice apportato da terze parti, come ha fatto Google), avendo così la possibilità di avere una versione modificata di tipo proprietario per le proprie esigenze di integrazione e di sviluppo.

I motivi, secondo me, vanno ricercati ben altrove, alla base dell’essenza del valore dell’acquizione di un’azienda di software libero, che è, poi solo e soltanto il suo capitale umano e conoscitivo.

Il software libero impone un vincolo giuridico sulla libertà del software, ma non può farlo sul trasferimento dei saperi e delle conoscenze. E’ forse utile avere a disposizione un’enciclopedia come la wikipedia, quando si è analfabeti? E’ forse a questo valore che la Sun e la Nokia hanno mirato? Hanno forse interesse nell’acquisizione di un gruppo di programmatori e sulla loro esperienza sul prodotto? Non sarebbe stato più economico andare a caccia delle teste, come ha fatto la stessa Sun con Ian Murdock del progetto Debian?

Certo, si può anche comprare un concorrente per toglierlo dal mercato, come è successo tempo fa alle accaglierie di Terni (ha senso chiudere un’azienda che è in attivo?), o come ha più o meno velatamente fatto Oracle quando ha acquisito l’azienda Innobase (qui l’articolo da ossblog), che ha sviluppato un pezzo importante di software per Mysql, un suo concorrente, ma non solo.

Come ho detto, il cuore di discussione di una acquisione d’impresa, è la sua conoscenza. E se la conoscenza che la Nokia e la Sun mirano, non fosse tecnica, ma manageriale, ovvero la loro conoscenza per aver elaborato una strategia di business in sintonia con gli i due canali del software, con le due comunità, del software libero e del software proprietario? E poi, a discapito di chi? Sarà un gioco a somma zero, in cui tutti ci guadagneranno qualcosa?

Come inquadrare in questo nuovo contesto, l’acquisizione di Citrix di Xen Source, la licenza open source certificata da OSI e con cui Microsoft rilascia alcuni sui software addirittura su sourceforge. (per non parlare di .net, mono, Microsoft/Novell ….mmm)

Come considerare la sfiducia di alcuni analisti di mercato di RedHat (NB da rivedere, da verificare la fonte, forse ed. Tasoni sulla rivista Linux) a fronte di una strategia soltanto
orientata al software libero, anche nelle acquisizioni (es. Jboss, cygwin, etc.) e dai bilanci floridi e di giada?
Eppure, a ripescar bene nella mia memoria storica, chi ha tentato una via mista, tra software libero e software proprietario è stata proprio la SCO con il suo Unixware ed il tentativo di mischiare lo unix proprietario e linux.

Chissà…rimango fortemente convinto, che il successo di Linux, e non di GNU, sia nel modello diffuso. Credo che quello, attualmente sia l’attuale obiettivo del mondo del software libero. (ma questa e’ un altra storia?)
NB. tutto ciò sono mie pensieri e mie elucubrazioni congetture, finchè siamo un paese libero, ci tengo ad esprimere la mia opinione, per questo, quando posso, certo di porre delle fonti. ;-)

Marco Verdecchia.

Inserito da: verdecchia | 28 Gennaio 2008

Tetris umano

Il titolo la dice tutta su questo video, che unisce l’arte all’ironia condita con quel pizzico di pura genialità e nostalgia per il tetris (chi non ha mai giocato a tetris?)

Altri video li potete trovare qui. Da non perdere pong e space invaders!

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